Tutte scuse

Chissà se, tolte quelle quattro (4) parole che tanto hanno fatto scalpore, la gente riesce a non avere una comoda scusa per far finta di non sentire tutto il resto del discorso.
Fa male trovarsi di fronte alla verita, vero?

«Poi magari arrivano le segnalazioni e “Eh, ma mio figlio che ha fatto, si è fatto uno spinello”, si tende a minimizzare: io li prenderei a schiaffi, mio padre mi avrebbe tagliato la testa. Spererei che qualche umbro tagli la testa ai figli così cominciamo a dare il buon esempio, perché fa parte di questa decadenza della potestà genitoriale.

Siamo in guerra contro chi spaccia, e questa guerra la combatteremo con grande energia: questo vale per noi delle Forze di Polizia e della Magistratura, però lavoriamo pure sul piano sociale!

Genitori, scuola, famiglia, volontariato, parrocchia: ecco, lavoriamo tutti nella stessa direzione!
La droga fa male al di là di queste ultime trovate tra droghe leggere e droghe pesanti, che secondo me hanno portato altri tipi di disorientamento, perché magari nel giovane c’è la convinzione che la droga leggera è una ‘strunzata’, napoletanamente parlando. Sempre droga è!

Quindi bisogna stare attenti, bisogna che le mamme, perché le mamme hanno forse più tempo e hanno quel sesto senso per capire i disturbi dei figli, li guardino negli occhi per capire se c’è qualcosa che non funziona.
Le Forze di Polizia e la magistratura non possono fare le badanti o i tutori, perché la famiglia arretra, perché il cancro è lì, sta nelle famiglie. Perché se una mamma non si accorge che il figlio si droga per me è una mamma fallita,ha fallito.

Non possiamo sempre dire ‘Forze di Polizia’,non è che fanno le badanti o i tutori al posto di chi deve assolvere nel migliore dei modi il ruolo genitoriale. Se uno mette al mondo dei figli, poi deve pure stare attento ai figli!»

Questo è il testo di quanto detto (tolte le già citate parole “si deve solo suicidare” in fondo al quarto paragrafo) dal Prefetto di Perugia qualche giorno fa, e per cui è stato rimosso dal suo incarico.

Rimozione a mio parere assolutamente giustificata: stiamo pur sempre parlando di uno dei massimi servitori dello Stato nell’esercizio delle sue funzioni e in piena rappresentanza, per di più di fronte alla stampa, delle Istituzioni. Un rappresentante dello Stato non può lasciarsi “scappare” certe affermazioni, certe cadute di stile [cit.]. E, giustamente, deve prendersene la responsabilità di fronte al Paese che sta servendo.

Da ultimo: qualcuno si è scandalizzato per l’uso del dialetto napoletano. Ora, io sono lombardo e giuro, giuro, di aver capito perfettamente tutto quello che ha detto, e di aver anche notato con piacere il corretto uso dei tempi verbali. Italiani. Quello non è dialetto, è cadenza, è accento: posso capire che vorremmo un rappresentante dello Stato un po’ meglio italiofono, ma dire che non parla italiano è una boiata.

Tuttavia, facendo per un attimo finta di non aver sentito quelle quattro parole, e magari qualche altra caduta di stilepotremmo forse dargli torto? Siamo o non siamo sempre i migliori ad indignarci senza usare un poco di più il cervello, magari insieme alle orecchie?

 

[Licenza: CC-By]

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